ENZO FILENO CARABBA
PESSIMI SEGNALI

Marsilio, 2004
Recensito da Marco Visconti
"Pessimi Segnali" lo ha scritto Enzo Fileno Carabba. Il nome non vi dice niente? Beh, non diceva niente neanche a me... ora so che è toscano, di Firenze, nato nel '66, e della scuola di Valerio Evangelisti: di quest'ultimo, mi sono SEMPRE rifiutato di leggere i racconti dell'Inquisitore Eymerich... ti pare che spreco il mio tempo a leggere di un invasato cristiano? Eppure, forse dovrei, perchè quando ho letto altri racconti di Evangelisti, li ho sempre apprezzati. Specialmente la raccolta "Metal Hurlant", un vero capolavoro della scrittura sangue, claustrofobia e metallo.
Divago...
"Pessimi Segnali" l'ho scovato per caso su uno di quei ridicoli siti per gotichetti dell'ultima ora, ovvero vampiri.net, il che non deponeva molto a suo favore in primissima istanza ...
Vi riporto il testo con cui il libro era presentato:
"Il giovane Angelo finisce a fare il servizio civile in uno sperduto paesino del Valdarno, presso il locale presidio della Croce Rossa. Si trova a pochi chilometri da casa, eppure fin dal primo momento gli sembra di essere stato catapultato in un altro mondo, alieno e inquietante. I volontari della Croce Rossa sono gente rozza e violenta, che passa il tempo a guardare cassette porno e si eccita alla vista del sangue. I giovani del posto si accoppiano sulle brandine. I vecchi parlano confusamente di riti antichissimi che si celebrano nei boschi circostanti. Torme di conigli neri guizzano minacciose nella notte. Perfino le suore del convento si comportano in modo strano. Giorno dopo giorno, Angelo coglie indizi e segnali che paiono alludere oscuramente a un disegno segreto, uno spaventoso complotto. Una rete avvolge tutti, tutti ne fanno parte, e al centro di tale rete sembra esserci Augusto, un bambino reso sordo, muto e cieco da un misterioso incidente, ma che in qualche inconcepibile modo sembra reggere tutti i fili del gioco. Cosa sta succedendo intorno a lui? Angelo deve assolutamente capirlo, se vuole salvarsi. Romanzo noir con venature fantastiche e horror, Pessimi segnali mescola indissolubilmente verità e apparenza, realtà e allucinazione, dando corpo a una vicenda suggestiva e visionaria in cui è impossibile non lasciarsi risucchiare."
E questo vi basti, perchè non vi dirò altro riguardo alla storia del libro in se: il testo qua sopra bastò a me per andare immediatamente sul sito di unilibro.it per ordinarlo. Una di quelle cose che faccio sempre pił raramente, visto che sempre pił raramente trovo qualcosa che mi prenda in tal modo... la narrativa è decisamente un genere in via di estinzione, per quel che mi riguarda.
Ma stavolta non mi ero affatto sbagliato: il libro di Carabba ti avvolge, ti tiene inchiodato alla poltrona per tutta la durata delle sue 120 pagine, e lo fa con una storia perfettamente orchestrata aiutata da una prosa moderna, che cambia costantemente per adattarsi all'umore e alle prospettive del narratore, che, come per magia, coincidono sempre con quelle del lettore che si addentra fra i boschi del Valdarno inseguito da misteriosi conigli neri.
Inoltre, Carabba riesce a fornire una visione della Toscana pressochè identica a quella che io ho sempre sentito mia, e questo indubbiamente ha contribuito a farmi amare questo volume: una Toscana dove quando il sole splende sembra di essere in un paradiso bucolico di Virgiliana memoria, ma dove quando fa freddo e piove a dirotto per giorni, si è finiti nel Cocito. Una Toscana dove la gente è tutta desolantemente piatta, abbrutita, violenta, dove convivono proletari che ancora rimpiangono Mao e ricchi possidenti tedeschi, che forse non sono altro che ex-nazi sfuggiti a Norimberga... una convivenza resa facile dal fatto che in fondo fra loro non c'è alcuna differenza.
Carabba è fiorentino, come ho detto, e forse per questo è riuscito così bene nel fotografare questa realtà, e sicuramente è stato un genio nello scegliere questo sfondo per la sua storia, tinta di fortissimi richiami alle ir/realtà visionarie e malate di David Lynch, di cui lo scrittore sembra essere in questa sua opera il figlio bastardo.
A proposito, vi ho mai detto che io i toscani li odio?